A 60 anni, si riceve generalmente una stima dettagliata della propria futura pensione di pensionamento. Questo documento cambia le carte in tavola: consente di passare da una preparazione vaga a decisioni concrete sulla data di partenza, il livello di reddito e gli aggiustamenti da prevedere.
Preparare la propria pensione dopo i 60 anni non si riduce a spuntare delle caselle amministrative. È un lavoro di arbitraggio tra trimestri mancanti, fiscalità del risparmio e realtà locale delle pensioni erogate.
Disparità regionali delle pensioni: un dato raramente preso in considerazione
La maggior parte delle guide alla preparazione della pensione ragiona come se l’importo di una pensione fosse unicamente il risultato di una carriera individuale. In pratica, le disparità tra i dipartimenti sono significative.
L’Assicurazione pensionistica ha pubblicato nel 2026 un’edizione aggiornata delle sue statistiche regionali e dipartimentali, basata sui dati aggiornati a fine 2025. Queste schede permettono di confrontare gli importi medi delle pensioni, le età di partenza effettive e le proporzioni di pensionati al tasso pieno a seconda del territorio.
Conoscere la realtà locale aiuta a calibrare le proprie aspettative. Se si vive in un dipartimento dove la pensione media è nettamente inferiore alla media nazionale, è meglio tenerne conto fin da ora per adeguare il proprio risparmio complementare o i progetti abitativi. Si possono consultare questi dati sul portale statistico dell’Assicurazione pensionistica, disponibile in accesso libero, per confrontare la propria situazione con quella del proprio territorio.
Per approfondire queste questioni e trovare risorse adatte ai più di 60 anni, il sito O Senior dedicato agli anziani raccoglie informazioni pratiche sulle procedure, i diritti e i dispositivi legati alla pensione.
Estratto conto di carriera e trimestri mancanti dopo i 60 anni
Dopo i 60 anni, l’estratto conto individuale (RIS) è un documento da leggere riga per riga. Possono mancare dei periodi: lavori studenteschi non dichiarati, attività all’estero, anni di disoccupazione mal registrati. Ogni trimestre assente pesa direttamente sul calcolo della pensione.

Correggere il proprio estratto conto di carriera prima della richiesta di liquidazione evita una decurtazione definitiva. Si contatta la propria cassa pensionistica con i documenti giustificativi (buste paga, attestati di Pôle emploi, certificati di lavoro). La procedura si può fare anche online tramite il conto pensione sul portale Info Pensione.
Due punti concreti da verificare in priorità:
- Gli anni di servizio militare o di servizio civile, che danno diritto a trimestri gratuiti spesso dimenticati durante la ricostruzione della carriera.
- Le periodi di malattia di lunga durata o di congedo maternità, che devono apparire come trimestri assimilati sull’estratto.
- Le attività svolte sotto diversi statuti (lavoratore dipendente poi autonomo, o pubblico impiego poi privato), poiché ogni regime gestisce i propri dati e gli errori di trasmissione tra casse sono frequenti.
I tempi di risposta variano sui tempi di correzione: alcune casse regionali trattano le richieste in poche settimane, altre in diversi mesi. Iniziare la verifica già a 60 anni lascia un margine sufficiente.
Riscatto di trimestri: calcolo concreto prima della decisione
Il riscatto di trimestri per anni di studi superiori o anni incompleti è un’opzione spesso menzionata. Dopo i 60 anni, il suo costo è al massimo, poiché il tariffario dipende dall’età e dal reddito.
Prima di riscattare, si fa un calcolo semplice: il sovrapprezzo del riscatto deve essere ammortizzato dal guadagno mensile di pensione su un periodo ragionevole. Se il guadagno mensile è basso e l’ammortamento supera una decina d’anni, il riscatto non è finanziariamente vantaggioso.
Confrontare il costo del riscatto con il guadagno reale di pensione sulla durata stimata della pensione rimane l’unico metodo affidabile. Il simulatore del conto pensione (Info Pensione) consente di ottenere una stima prima e dopo il riscatto. Si può anche richiedere un preventivo di riscatto direttamente alla propria cassa.
Quando il riscatto si giustifica
Il riscatto diventa pertinente quando consente di raggiungere il tasso pieno e di evitare una decurtazione permanente. In questo caso, il guadagno non è solo il supplemento di pensione: è la rimozione di un malus che si applica a vita su ogni pagamento mensile.
Al di fuori di questa situazione, è meglio orientarsi a favore di un investimento della somma equivalente (assicurazione vita, piano di risparmio pensionistico) che può generare un reddito complementare comparabile, con maggiore flessibilità.
Risparmio pensionistico e fiscalità: arbitrati da fare prima della partenza
Un piano di risparmio pensionistico (PER) aperto tardi offre un vantaggio fiscale immediato: i versamenti sono deducibili dal reddito imponibile. Per qualcuno ancora attivo dopo i 60 anni con una fascia marginale alta, il risparmio fiscale può essere sostanziale.
Il PER rimane interessante anche a due anni dalla partenza se la fascia di imposizione è alta. In uscita, si sceglie tra capitale e rendita, o un mix dei due. L’uscita in capitale è soggetta all’imposta sul reddito, ma la rendita vitalizia beneficia di una detrazione in base all’età di liquidazione.

Per l’assicurazione vita, il riflesso da avere è di controllare l’anzianità dei contratti. Dopo otto anni di detenzione, i prelievi beneficiano di una detrazione annuale sui guadagni. Se un contratto si avvicina a questa scadenza, posticipare un prelievo di alcuni mesi può cambiare la fiscalità applicata.
Immobiliare locativo e redditi complementari
L’immobiliare locativo genera redditi regolari, ma le spese (manutenzione, vacanza, fiscalità dei redditi fondiari) riducono il rendimento netto. Dopo i 60 anni, la questione non è più quella di costituire un patrimonio immobiliare, ma di sapere se i beni detenuti sono realmente redditizi dopo le tasse.
Vendere un bene poco redditizio per reinvestire in un investimento finanziario più liquido è un arbitraggio che molti rimandano per attaccamento al bene. Il calcolo del rendimento netto dopo spese e fiscalità spesso decide il dibattito.
La pensione dopo i 60 anni si prepara con dati aggiornati e verificati, non con stime approssimative. Controllare il proprio estratto conto di carriera, simulare l’impatto di un riscatto di trimestri, confrontare le opzioni fiscali del PER e dell’assicurazione vita: ogni azione ha un effetto misurabile sull’importo finale della pensione e dei redditi complementari.



